salute e benessere

Prenditi cura di te: l’arte di volersi bene.

L’arrivo delle prime mestruazioni può essere vissuto in un milione di modi differenti, provocando altrettante emozioni: rabbia, confusione, imbarazzo, vergogna, stupore.

Tutte sensazioni che cataloghiamo come negative, starai pensando. Sì, purtroppo è molto raro che una donna abbia un bel ricordo, uno di quelli sani e naturali, riguardo alle proprie mestruazioni. Al massimo potrà dirti che l’avevano preparata all’evento facendole leggere un libro a scuola e che, al loro arrivo, non ha provato niente… non ha provato niente?! Questo sì che è allarmante! Ma su questo tipo particolare di reazione ci ritorneremo.

Quel che mi preme evidenziare è ciò che accomuna tutta questa gamma di emozioni: la paura di cambiare.

1005701_594070323947451_1085805666_nPensando ad una bambina lasciata pressoché da sola durante quest’evento così trasformativo, è più che comprensibile che abbia sviluppato la paura di essere diversa dalle sue coetanee. Si, però ci sono anche quelle che l’hanno vissuto prima di lei, penserai. Sì, certamente. Ma non è detto che tra loro se ne parli o che la ragazzina lo sappia se non fa parte di quel gruppo che sta sempre insieme. Le ragazze sono così (non solo loro): tendono a confidarsi solo con le amiche strette e può passare parecchio tempo prima che altri sappiano ciò che sta capitando loro.

Tornando alla paura di cambiare, prova a pensare a quale emozione emerge di più in te. Paura del rifiuto, dell’abbandono, del giudizio? Sai definire con chiarezza a cosa è legata questa paura? Tranquilla, la maggior parte di noi non lo sa fare, perché nessuno glielo ha mai insegnato.

Nessuna di noi è stata realmente preparata ad accogliere la bellezza del cambiamento, a vedere risorse e positività nelle sue infinite potenzialità. Da troppe generazioni, infatti, ci viene trasmessa solo la sensazione di paura per qualcosa di sconosciuto, improvviso e ingestibile, facendoci credere che cambiare significhi per forza qualcosa di sbagliato.

Lavoro con molte donne che tendono ad avere atteggiamenti piuttosto rigidi sia nei loro confronti, sia nei confronti della loro vita: eccessi di perfezionismo, autocontrollo, pregiudizio nei confronti di tutto ciò che catalogano come “diverso dal solito”, le porta ad avere dei fortissimi dolori e disturbi ormonali. Nel loro caso, l’irregolarità mestruale è determinata proprio da una rigidità mentale piuttosto marcata, che nasconde semplicemente la paura di cambiare. Quella paura, nata dall’esperienza improvvisa del Menarca, ha pian piano creato delle forme pensiero che condizionano moltissimo l’idea di femminile “perfetto” (quindi non giudicabile) che queste donne cercano di emulare.

Tutto questo preambolo per tornare sul tema del mese, introdotto dall’articolo della settimana scorsa (se te lo sei perso, clicca qui).

Prima di portare pace nel tuo femminile grazie ad una celebrazione, ad una festa per lo sbocciare di una nuova donna, ti ho suggerito di creare una Tenda Rossa Personale: cioè un luogo tutto tuo a casa, in cui raccogliere le energie nei giorni di mestruo per rigenerarti.

Sembra una buona idea, ma è davvero fattibile con gli impegni quotidiani che ti trovi a vivere anche nei giorni delle mestruazioni? Si, solo se creerai i presupposti affinché tu possa ritagliarti uno spazio tutto tuo.

Mi pare giusto, però, fare un passo indietro e rispondere ad un’ovvia domanda: “Perché dovrei farlo?” “Quale beneficio ne ricaverei?”

Partendo dal presupposto che tu possa aver vissuto male il Menarca e che abbia iniziato ad avere un rapporto conflittuale con la tua ciclicità, ritagliarti del tempo per stare con te stessa e sviluppare quel sentimento di accoglienza che non hai mai provato finora può trasformare radicalmente il tuo conflitto. Ovvio, ci vuole tempo: non basta un esperimento estemporaneo per sbloccare la situazione, ma mesi di piccole sperimentazioni in modo da trovare il tempo e lo spazio giusti per te.

Creare una nuova abitudine richiede tempo e volontà, perché se non sei da sola, ma all’interno di un nucleo familiare, questo “tempo e spazio per te” coinvolgerà le organizzazioni di altre persone. Cambiare fa paura, ma introdurre un cambiamento per stare meglio non farà altro che migliorare qualsiasi situazione in cui ti trovi.

Arrivate a questo punto, immagino starai pensando: “Mettiamo il caso che decida di prendermi questo spazio durante i giorni delle mestruazioni. Cosa faccio?”

Tutto quello che ti fa sentire coccolata, accolta, accettata così come sei. Ti va di dormire di più? Fallo, serenamente. Ti senti rilassata quando passi più tempo in bagno a prenderti cura del tuo corpo? Fantastico! Ti piace passeggiare nella natura e meditare sotto un albero? Perfetto! Non esiste un vademecum preformato. Ogni donna sa cosa la fa stare bene sentendosi accolta e coccolata: dai sfogo alla fantasia! L’unica cosa che ti consiglio è di farlo per conto tuo. Stai almeno un’oretta con te stessa, perché questo momento di ricarica è solo tuo.

Qualsiasi sia la tua situazione, prova a ritagliarti del tempo di qualità per te stessa quando stai mestruando. Se lo farai con continuità, vedrai che nell’arco di qualche mese molti dolori mestruali si attenueranno. Se continuerai per parecchio tempo, vedrai che la tua ciclicità inizierà a regolarizzarsi naturalmente, senza uso di medicinali e monitoraggi.

Accogliere il cambiamento senza averne più paura richiede tempo e sperimentazioni, ma ne vale davvero la pena. Sarai trasformata nella tua femminilità, più libera e gioiosa, essendo stata in grado di dare a te stessa senza il bisogno di nessun altro. Una bella manifestazione di autonomia e amore per te stessa, non trovi?!

Su questo tema tornerò spesso, perché il mio lavoro si basa proprio sull’aiutare ad accogliere il cambiamento insito nella nostra ciclicità femminile, sull’accompagnare a destrutturare quelle convinzioni che limitano il tuo benessere e sostenerti nel creare finalmente un’opinione positiva circa la tua femminilità. Se desideri maggiori informazioni in merito non esitare a scrivermi, usando il modulo contatti sul sito.

A presto, Sara Lea