salute e benessere

Radicarti nel Grembo: come vivere bene le mestruazioni

Dopo la parentesi necessaria della scorsa settimana, eccomi nuovamente a parlarti di mestruazioni e di cosa fare nella tua Tenda Rossa Personale (se ti sei persa l’articolo introduttivo clicca qui).

Ogni donna ha i suoi hobby e trovo che ritagliarsi del tempo per esplorarli sia un grande dono da farsi ogni mese durante i giorni delle mestruazioni. Il senso di questa proposta è quella di darti spazio, in modo da poterti esprimere liberamente per ascoltare ciò che c’è (oppure vorresti che ci fosse) nella tua vita.

Negli anni in cui ho condotto numerosi incontri di Tenda Rossa nel mio Cerchio di Sorellanza a Torino, mi sono trovata a proporre spesso un esercizio di centratura del grembo che trovo davvero utile e di cui ti parlerò tra poco.

Se desideri vivere i tuoi momenti d’intimità in modo più spirituale, ti suggerisco comunque di non dimenticare mai di radicarti e centrarti nel grembo. Questo perché una parte di te deve essere sempre vigile e connessa a ciò che ti sta intorno. Molte donne non lo fanno e poi raccontano di esser state male, di aver vissuto episodi spiacevoli. Hanno sbagliato approccio. Ritagliarsi uno spazio di sperimentazione a livello energetico-spirituale, soprattutto se inesperte, richiede un po’ di sale in zucca.

Le mie prime sperimentazioni adolescenziali risalgono agli anni ’90 e mi vedono fare un sacco di pasticci proprio per questo motivo: ricorda che una parte di te deve esser sempre cosciente di ciò che le capita intorno, soprattutto se stai meditando.

Quindi cosa fare nel tuo spazio di sperimentazione che possa esser un inizio “soft” all’ascolto del tuo grembo? Nell’articolo Riscopri la saggezza del tuo grembo” ti ho proposto un primo approccio tramite il respiro che ritengo sia la base per qualsiasi altro lavoro: l’ossigeno non è solo indispensabile, ma contiene l’energia vitale che gli orientali chiamano Prana. Pensa quindi a quest’esercizio come a una carica di energia di riserva per il mese a venire. Allettante, vero?!

Passiamo ora all’esercizio. Creato l’ambiente giusto in casa per stare mezz’ora in ascolto senza esser disturbata (per questa volta non usare musiche di “sottofondo”), inizia a respirare tranquillamente e porta la tua attenzione al grembo. Mentre respiri porta la mano destra sul cuore e la sinistra sul grembo: questa posizione serve sia per monitorare il respiro sia per sentirti più centrata. Immagina delle forti e sane radici partire dal tuo grembo e penetrare il pavimento, diventato terra morbida ed accogliente, per ancorarti. Continuando a respirare sentiti perfettamente centrata e radicata.

Quando te la senti, apri gli occhi e prendi il foglietto (preparato in precedenza) su cui hai scritto il ringraziamento (qui di seguito) e pronuncialo a voce altra.

Se non puoi parlare normalmente, fallo almeno sottovoce, in modo che le tue orecchie ti sentano. E’ importante “portare le parole fuori dal corpo” perché è un “atto manifestativo” che va onorato.

Una volta completata la lettura, lascia che le sue parole risuonino nel silenzio della stanza.

Possono emergere emozioni anche forti, che si tradurranno in pianto liberatorio. Lasciale uscire senza giudicarti. Se inizi a sentire che ti stai giudicando, stoppa la mente riprendendo a leggere il testo. Questo non significa reprimerti, ma direzionare la mente. Pian piano il giudizio lascerà posto al flusso di emozioni ed emergeranno anche cose piacevoli. Accogli le emozioni del tuo grembo, abbracciale forte portandole dentro di te e poi, con un respiro, lasciale andare.

Respira. Fai attenzione a non bloccare il respiro. Quando te la senti, chiudi gli occhi nuovamente, immagina le tue radici rientrare dentro il tuo grembo, riapri gli occhi e bevi un po’ d’acqua.

Fai in modo da essere sempre vigile, perché in questi lavori la mente cerca di prendere il sopravvento, deviandoti. Stando nel corpo, invece, riesci ad essere più in gamba dei tuoi pensieri giudicanti e trovare il modo per viverti bene l’esperienza.

10411775_700470223328457_4178246881796199769_nPrima di lasciarti con lo scritto che leggerai, mi preme fare una piccola precisazione: Julieta Torres ci ha lasciato questo testo pensandolo come completamento di un processo di sanazione delle memorie uterine. In Sud America è normale portare le emozioni a galla grazie a lavori di questo tipo, in Italia no. Ci tengo, quindi, a precisare che usarlo per questo, strutturandolo in un rito, significa saper gestire tutta la carica psico-emozionale che porta con se. Quindi, ti sconsiglio caldamente di usarlo su altre donne senza esser qualificata nel farlo. Fallo per te, parti dalle tue emozioni e prendi atto di quanto elaborarle possa cambiarti la vita. Se poi proprio vorrai proporlo ad altre donne, fallo pure, ma sappi che emergeranno molte emozioni, che dovrai saperle gestire per tutte loro, e che la responsabilità sarà tua. Anche qui, quindi, mi premuro di ricordarti che usare un po’ di buon senso non è un optional. Mi raccomando.

“Reconession Uterina” di Julieta Torres:
“Riconosco la fanciulla in me
Riconosco la donna in me
Riconosco la madre in me
Riconosco la saggia in me
Riconosco tutte le donne che vivono in me.
Chiedo perdono alla fanciulla che è in me
Chiedo perdono alla donna che è in me
Chiedo perdono alla madre che è in me
Chiedo perdono alla saggia e è in me
Chiedo perdono a tutte le donne che vivono in me.
Perdono la fanciulla dentro di me
Perdono la donna dentro di me
Perdono la madre dentro di me
Perdono la saggia dentro di me
Perdono tutte le donne che vivono dentro di me.
Ringrazio la fanciulla in me
Ringrazio la donna in me
Ringrazio la madre in me
Ringrazio la saggia in me
Ringrazio tutte le donne che vivono in me.
Io amo la fanciulla che vive in me
Io amo la donna che vive in me
Io amo la madre che vive in me
Io amo la saggia che vive in me
Amo tutte le donne che vivono in me.
Onoro la ragazza che è dentro di me
Onoro la donna che è dentro di me
Onoro la madre che è dentro di me
Onoro la saggia che è dentro di me
Onoro tutte le donne che vivono in me.”

Ho proposto questa bellissima lettura tante volte nei miei cerchi e tutte le volte le emozioni emerse erano molto intense. Poiché te lo sto proponendo in forma individuale, ci tengo a farti sapere che se sentirai il bisogno di confrontarti con me su quanto emerso, sarà un piacere offrirti un colloquio gratuito (clicca qui) sia di persona sia online, per parlarne tranquillamente.

Spero che quest’esercizio di centratura e radicamento possa esseri utile per iniziare a conoscerti meglio in contesti che per te sono ancora inesplorati. So di ripetermi, ma ci tengo a che tu possa vivere un’esperienza positiva grazie alle mie proposte, quindi ti chiedo di usare sempre una buona dose di “sale in zucca” nell’approcciarti a queste tecniche.

Sono sicura che troverai davvero molto interessante quest’esercizio di consapevolezza corporea e che vorrai rifarlo più volte per te stessa. Ti consiglio, quindi, di lasciare un po’ di tempo di “sedimentazione” tra un’esperienza e l’altra (magari seguendo il ritmo della luna nuova) e di viverla con calma e serenità, annotando i progressi su un diario o simili.

Buona sperimentazione, Sara Lea