educazione mestruale

“IO MANIFESTO” PER IL MH DAY: scopri perché è importante partecipare.

In occasione del Menstrual Hygenie Day, cioè della Giornata Internazionale sull’Igiene Mestruale, del 28 maggio prossimo, organizzazioni internazionali e professionisti stanno proponendo interessanti iniziative in tutto il globo.

Come avrai già letto nell’articolo “IO MANIFESTO! Il movimento pacifico di sensibilizzazione sui tabù mestruali.” ho pensato di partecipare anch’io, proponendoti l’iniziativa creativa chiamata, appunto, “IO MANIFESTO!”.

L’idea è quella di usare il social INSTAGRAM in forma di protesta poiché censurò sia la foto della poetessa packistana Rapu Kanu [link all’articolo] in cui si mostrava del sangue mestruale sul suo pigiama, sia quella della modella russa Natalia Vodianova [link all’articolo] che si è fotografata con in mano un assorbente, nonché la censura (soprattutto su facebook) di aziende come Intimaluna che su occupano di ecomesturazioni [link all’articolo]

Da troppo tempo la “lotta” contro qualcosa o qualcuno in forma reattiva ed aggressiva non porta risultati. La proposta di tutte noi è quella di cambiare atteggiamento prima di tutto verso noi stesse: promuoviamo alternative positive e pacifiche, appoggiamo la comunicazione non violenta tra donne e società, creiamo un circolo virtuoso di sensibilità ed accoglienza, per creare la vera “rivoluzione mestruale” tanto desiderata.

Colgo l’occasione di quest’articolo, non solo per continuare a comunicare dell’iniziativa, ma per ringraziare pubblicamente l’appoggio attivo della giornalista Elise Thebau autrice di “Questo è il mio sangue. Il manifesto contro i tabù mestruali.” , di Tiziana Capocaccia del Movimento Psicoattivo con la sua bellissima intervista [link all’articolo] e soprattutto, per ringraziare le donne e le ragazze che da settimane stanno confermando la loro partecipazione su Instagram!

Mi stupisce, invece, vedere ancora quante donne, soprattutto mature, abbiano dei forti blocchi nell’appoggiare manifestazioni pacifiche come questa. Purtroppo, gli scorsi giorni, mi sono sentita dire da professioniste di settori legati alla “cura della persona” a cui avevo dato notizia dell’evento, che per quanto riguardava loro non avrebbero partecipato, liquidandomi con un “Non m’interessa e per fortuna non porto più pannolini.” – Aiuto! Non chiamarli così! – Mi duole, però, informare pubblicamente queste donne e tante che la pensano come loro, che questo discorso invece interessa tutte; ma proprio tutte.

Certo, nel mio articolo “Il prezzo del sangue: quanto pesano gli assorbenti sul tuo portafogli?” parlo ampiamente delle tassazioni spropositate sugli assorbenti e salva slip, che tra parentesi usano anche le donne in menopausa, e della necessità di manifestare per questo; ma c’è molto di più. I tabù mestruali, il sessismo e i condizionamenti limitati su quello che una donna può o non può fare/dire/avere, vengono tramandati prima di tutto da donna a donna. La discriminazione di genere è un fatto ancora pesantemente attuale nel nostro Paese. Non parlo di ciò che capita in Nepal o in India o in Sud Africa (c’è da mettersi le mani nei capelli per le violenze che subiscono), ma a casa nostra dove donne che si fregiano di aver fatto il sessantotto e di essere “emancipate”, fanno “spallucce” ad un’iniziativa semplice come quella del 28 maggio.

Purtroppo quest’esempio è la prassi per molte donne: se non le tocca personalmente, chi se ne frega. Peccato che sia questo tipo di atteggiamento ad aver creato la necessità per le nuove generazioni di “reinventare” il femminismo (mitizzandolo anche un po’ troppo) assumendo posizioni anche stereotipate in “posti vuoti” da colmare, per colpa di donne che si vantano di aver “fatto la storia”, ma che ora se ne fregano.

Da un lato potremmo dire che la mancanza di riferimenti femminili positivi spinge “chi se ne frega veramente” ad essere creative, ma dall’altro ci chiediamo perché l’emancipazione ottenuta da quelle donne, ora si stia ritorcendo contro di noi lasciandoci la sensazione di doverla ottenere di nuovo…

Concludo l’articolo dandoti un paio di informazioni interessanti sull’Interantional Menstrual Hygiene Day del 28 maggio prossimo: fu la Wash United a proporre, il 28 maggio 2013, una giornata sul tema. All’incontro parteciparono oltre 410 organizzazioni internazionali e ONLUS che si occupano di educazione igenico-mestruale, di protezione sessuale, di prevenzione alle malattie in situazioni di guerra, di parto sicuro e tanto altro. Un evento globale che dal 2013 si ripete ogni anno nel mese di maggio.

Ecco perché partecipo proponendoti l’iniziativa “IO MANIFESTO!” sul social instagram [link al mio profilo] e t’invito a incoraggiare quante più donne e ragazze possibili a parteciparvi. Questo è solo l’inizio di una piccola grande “rivoluzione” che si sta pian piano propagando in tutto il mondo. Sta a te smettere di “fregartene” e partecipare attivamente.

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