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ABORTO: perdita e rinnovamento.

Apparentemente il principale oggetto del mio lavoro potrebbe sembrare la fisiologia della ciclicità femminile; in realtà, ciò di cui mi occupo è l’impatto psicoemotivo dei condizionamenti e degli eventi che bambine, ragazze e adulte attribuiscono a sé stesse nel momento in cui si trovano a definire la loro identità femminile.

A plasmare la psiche femminile sono soprattutto eventi come il Menarca, la Maternità e la Menopausa, codificando modelli ed esempi di riferimento non sempre positivi. Per molte donne questi tre eventi sono caratterizzati da un’aura d’irreversibilità, da un ineluttabile passaggio da uno stato all’altro che viene vissuto come traumatico, perché non sempre si riesce a percepire la continuità tra una fase e l’altra. Anticamente questa continuità era garantita dall’uso di atti simbolici e rituali che preparavano emotivamente in ogni transizione dello sviluppo della psiche femminile. Il modello pedagogico da me proposto è convalidato da cinque anni di casi in cui donne e ragazze di tutte le età ricercavano proprio il suddetto “rito di passaggio” per uscire da situazioni di “stallo psicoemotivo”.

Un evento poco discusso, ma vissuto da molte donne, è sicuramente l’esperienza dell’aborto o del lutto perinatale. La perdita è uno di quegli eventi psichici che definiamo irreversibili e che, al pari di un rito di passaggio, trasformano la percezione della donna che lo vive, facendola transitare lungo una vera e propria “morte simbolica”. Per molte donne questo sentimento è necessario affinché la maturità prenda il sopravvento su un’adolescenza troppo spesso prolungata, anche per colpa del sistema familiare e sociale in cui vivono.

Come detto, si parla poco di aborto. Quando lo si fa, si tende a schierarsi “pro o contro”, senza mezze misure. Nel mio lavoro, invece, le mezze misure sono l’unica misura. Non può esserci giudizio, perché non avrebbe alcuna utilità: in questi anni di lavoro a contatto con ragazze e donne in età fertile, circa sette su dieci hanno vissuto un aborto o un lutto perinatale. Non importa l’origine della gravidanza, non importa se molte di loro avevano superato i trentacinque anni e se l’aborto sia stato spontaneo o indotto: ciò che è evidente, è la casistica. Il grosso numero di donne sole nell’elaborare quest’evento è emblematico e sottende una richiesta inconscia, un bisogno inespresso di vivere un passaggio di stato, un “riconoscimento” che traghetti da una fanciullezza ormai sfiorita, in un’età adulta ancora non completamente interiorizzata.

Per approfondire il discorso ti propongo la lettura di “Aborto: perdita e rinnovamento. Un paradosso nella ricerca d’identità” dell’analista junghiana Eva Pattis Zoja, conosciuta sopratutto per i suoi studi sull’uso terapeutico della sabbia in situazioni di violenza. Il saggio, seppur un po’ complesso per chi non è abituato al linguaggio psicanalitico, è un utile strumento per tornare a sviluppare quella sana neutralità che per temi come questo si ha il dovere di usare. La Pattis Zoja delinea un quadro completo sia dal punto di vista antropologico che sociologico, trovando interessanti incongruenze e ipocrisie negli atteggiamenti apparentemente dogmatici tanto nella società laica, quanto nella comunità clericale.

Come dicevo, la via di mezzo è l’unica via. L’analisi dei fatti e un pizzico di razionalità aiutano ad entrare con il giusto tatto in quella sfera emotiva (ma sopratutto dolorosa) che la donna può tenere chiusa dentro di sé anche per diversi anni. “Aborto: perdita e rinnovamento” non è un manuale che ti spiega come affrontare la situazione, ma un saggio super partes che offre un punto di vista autorevole su un tema che spesso viene affrontato con bigottismo e superficialità.

Nel mese di settembre ti parlerò di questo tema per raccontarti come la mia ricerca sull’identità femminile porti, oggi, a delle importanti evoluzioni rispetto al passato. Se deciderai di addentrarti nel tema dell’aborto e/o del rito di passaggio, ti ricordo che puoi chiedermi una consulenza per ricevere sostengo e consigli mirati alle tue necessità.

Ci leggiamo venerdì prossimo!