crescita personale, sostegno alla genitorialità

Ciclo ormonale ed emozioni femminili

Possiamo suddividere il nostro ciclo mestruale in quattro fasi: mestruale, follicolare, ovulare e luteale. Sappiamo che durante ogni fase il nostro copro cambia con ritmicità, ma poche di noi riescono a percepire fisicamente con quanta fluidità ogni fase muti una nell’altra in modo, appunto, ciclico.

Molto si è detto sul ciclo mestruale femminile, ma ancora poco si sa della correlazione tra mente-emozioni-corpo. Sappiamo che le nostre sensazioni mutano in base ai cambiamenti del corpo: ci sentiamo più “attive” nella fase follicolare, più “accoglienti” durante l’ovulazione, più “aggressive” nella fase pre-mestruale e più “suscettibili” durante la mestruazione.

Purtroppo, nella storia delle incomprensioni tra uomini e donne, la dimensione emozionale femminile è stata spesso minimizzata: fino allo scorso secolo la nostra ciclicità emotiva è stata etichettata come “isteria” il cui rimedio “medico” erano assurdi salassi tramite sanguisughe volte ad “estirpare” il problema…

Fortunatamente il crescente interesse per gli studi in campo psicologico e psicoterapeutico hanno evidenziato la complessità della nostra natura umana avallando teorie che mettono in relazione la mente, il corpo e lo spirito. Eppure la sfera emotiva (in particolar modo quella femminile) resta ancora qualcosa di cui non occuparsi pienamente. Un angolo cieco nello studio dell’essere umana che, se riferita al femminile, viene ancora percepita come “misteriosa” e velata da superstizioni (vedi, appunto, tutti i movimenti “spiritualeggianti” di emancipazione femminile).

Si può dire che esista un vuoto nella ricerca in ambito emozionale, anche se negli ultimi vent’anni questo tema è stato sviluppato da diversi studi sull’intelligenza emotiva (che, sovente, lasciano il tempo che trovano). Come educatrice, inoltre, mi stupisco di quanto poco impatto abbia avuto la mia categoria negli ultimi decenni, considerando quando lo studio della materia sia proprio di nostra competenza.

Infatti è stato proprio grazie al mio “back-ground professionale” che negli ultimi dieci anni ho saputo sviluppare specifici interventi educativi che mettono in relazione la ciclicità mestruale con quella emozionale, sostenendo attivamente lo sviluppo della “consapevolezza ciclica femminile”

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Ogni fase del ciclo mestruale, come abbiamo detto, ha un corrispettivo emozionale. Probabilmente avrai letto alcuni libri o articoli di vario tipo che parlano di archetipi femminili collegati al ciclo lunare e mestruale (vedi libri come “Luna Rossa” di una delle mie prime formatrici a cui mi rivolsi inizialmente e da cui mi dissociai quasi subito), ma devo ammettere che proseguendo nelle ricerche ho trovato tutte queste ideologie, piuttosto “strumentali a fini commerciali” in quanto molte comunità spirituali del panorama italiano sono delle vere e proprie aziende. Sopratutto ho trovato queste fonti decisamente parziali: non è ancora stata provata scientificamente la correlazione tra ciclo lunare e mestruale, ma spesso ho assistito a vere e proprie “fissazioni” da parte di svariate donne che ho seguito in questi anni, nel cercare di “mestruare in novilunio” e “ovulare in plenilunio”, così da rientrare negli schemi descritti a quelle comunità e non sentirsi isolate. 

L’esigenza di appartene a qualcosa che c’identifichi e che spieghi ciò che per noi è percepito come “misterioso” è comprensibile, ma affidarsi a discorsi di tendenza per spiegare la propria interiorità può portare molte donne ad alimentare atteggiamenti deresponsabilizzanti: “se sono così sarà per colpa della luna”; “mia nuora ha partorito con grande anticipo, ma s’era fatta la luna, quindi…”; “oggi il mio oroscopo dice…” e così via. I potenziali influssi lunari e archetipi femminili che ci “dominano” (ho letto proprio queste parole tempo fa…), rispondono solo in modo infinitesimale alle esigenza di interrogarsi sull’immenso bagaglio emotivo che sviluppiamo fin dalla nascita. Usare il buon senso non è un’opzione, ma una necessità per chiunque s’addentri in questi temi.

Come accennato, il ciclo mestruale femminile ha un impatto effettivo (cioè scientificamente provato) sul ciclo neuronale. Ciò significa che le donne sviluppano specifiche ritmicità ormonali in base alle esigenze fisiologiche di riproduzione e alle relazioni che instaurano nell’arco della vita. Questo non significa, però, che siano così “deboli” da essere influenzabili da qualcosa di esterno a tal punto da esser letteralmente in “balia” di miti ed archetipi in quali, invece, è stato provato abbiano una forte incidenza a livello collettivo.

Durante gli studi universitari ho avuto modo di conoscere la visione dell’antropologia sociale e del mito, nonché della psicologia delle organizzazioni e comunità, rendendomi conto di quanto il sistema di simboli di appartenenza influenzi lo sviluppo emotivo individuale, creando ruoli stereotipati che si rafforzano continuamente nell’arco della vita. Negli anni dello sviluppo psico-emotivo delle bambine, ad esempio, vediamo quanto questi simboli dell’inconscio collettivo possano influenzare negativamente la percezione di sé e la costruzione di ruoli femminili fittizi e ipersessualizzati (per approfondire questo discorso ti suggerisco di leggere “Dalla parte delle Bambine” di Elena Giannini Belotti) in funzione della ricerca di un partner per la riproduzione.

Se proprio vogliamo schematizzare le varie fasi del ciclo mestruale mettendole in relazione con dei simboli femminili sarebbe, quindi, più corretto utilizzare altre terminologie per identificarne i ruoli. In questo modo non influenzeremo eccessivamente le preferenze (anche a livello sessuale) delle bambine.

Suddivide le fasi del ciclo mestruale in funzione di una potenziale gravidanza, potrebbe portare le bambine a considerare loro stesse solo nel ruolo di figlia-moglie-madre (avallando una cultura sessista e patriarcale, anziché inclusiva e femminista), smorzando altre propensioni. L’ideale, invece, sarebbe utilizzare semplicemente le fasi dello sviluppo umano senza attribuirne funzioni e qualità specifiche: starà alle bambine (e trasversalmente ai bambini) decidere quali attributi dovranno avere nella loro vita.

Durante le mie consulenze educative capita spesso di fare questo discorso ai genitori di ragazzine che affrontano i primi cicli mestruali e gli sbalzi umorali. La pubertà è il periodo più delicato nello sviluppo emotivo-relazionale delle ragazze e serve molta più cura ed attenzione da parte di tutte le figure educative e sociali che ne accompagnano i mutamenti.

C’è ancora molto da conoscere e affinare nel mio studio sulla correlazione tra ciclo ormonale e ciclo psicoemotivo, ma caso dopo caso sto vedendo che esistono dei nodi importanti che possono essere sciolti grazie a strumenti e percorsi mirati.

Scegliendo di chiamare questa rubrica “crescita personale” mi rendo conto che possa incorrere in fraintendimenti. Troppo spesso si leggono articoli di crescita personale incappando in fonti parziali (vedi il discorso sopra), che rendono davvero difficile la possibilità di reperire informazioni attendibili. L’obiettivo di questa rubrica, invece, è di dare spunti di riflessione costruttivi per chi s’interroga su di sé e sostenere il mio lavoro grazie a feedback e scambi costruttivi.

In cambio chiedo l’accortezza di divulgare queste informazioni (che ti ricordo essere in fase di sviluppo, quindi, sono parziali e necessitano di approfondimenti), citandomi sempre nelle tue riflessioni sul mio studio, grazie.*

Tornerò ad approfondire il discorso sulla relazione tra ciclo mestruale e ciclo psicoemotivo il prossimo mese, ma per dubbi, curiosità e consulenze puoi contattarmi immediatamente usando il MODULO CONTATTI del sito.

Alla prossima settimana!


*Ti ricordo che i testi sul sito sono coperti da COPYRIGHT e che la diffusione di parti di testo richiede sempre la CITAZIONE DELLA FONTE.

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