consigli di lettura, educazione mestruale

Sesso è una parola buffa

Dopo il sondaggio proposto sulla pagina Instagram di @educazionemestruale si è scelto di parlare di questo libro così particolare, ma sopratutto utile.

Sesso è una parola buffa” di Cory Silverberg è il secondo di una trilogia di libri sull’educazione sessuale sentimentale rivolta a bambini, preadolescente ed adolescenti: un percorso per grandi e piccini dalla materna fino ai licei. Si, perché parlare di sessualità ai bambini fa bene; serve loro per sentirsi bene con loro stessi e con i continui cambiamenti che vivono di anno in anno, crescendo.

Cory Silverberg è insegnante canadese e si occupa di sessualità e disabilità nelle scuole. Insieme all’artista Fiona Smyth hanno creato questa serie di fumetti (si, il libro è un fumetto!) super colorati e super inclusivi: alcuni bambini sono disabili, altri sono asessuati, altri hanno genitori dello stesso sesso e così via. I libri sono legati ad un progetto di sensibilizzazione sull’affettività tanto per i bambini, quanto per gli adulti. Molti genitori credono che non serva parlare di sesso ai bambini perché non si rendono conto che la sessualità percepita dai bambini è notevolmente diversa dal sesso percepito degli adulti.

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Sesso è una parola buffa” parla di rispetto e fiducia. Non di come si fanno i bambini.

Molti genitori che mi richiedono una consulenza educativa sono molto perplessi quando parlo loro di fluidità sessuale e di identità di genere rivolgendomi alle loro bambine o ragazze, perché rimangono idealmente alla visione delle bimbe come future mogli e madri, senza pensare che abbiano il diritto di scegliere. Le scuole italiane sono indietro di trent’anni dall’educazione sessuale sentimentale proposta da questo insegnate canadese. Siamo ancora alla divisione tra “maschi” e “femminile”, “azzurro” o “rosa”, mentre in “Sesso è una parola buffa” si parla di tutta una gamma molto complessa di percezioni personali (si può nascere maschio, ma sentirsi femmina e vice versa) e di orientamenti sessuali (vengono spiegate parole come “bisessuale e “trans”). Il tutto coloratissimo e semplicissimo. Un linguaggio adatto alla fascia 8-10 anni, poiché sono quelli gli anni in cui il corpo inizia a cambiare in modi inaspettati e dove la presenza dei genitori deve essere davvero attiva nel sostenere l’enorme bagaglio emotivo che ne deriva.

50556888_2307713842796246_708583138216924115_nMi è piaciuto moltissimo questo libro per alcuni dategli, dal grande valore simbolico: nella prefazione Cory Silverberg invita gli adulti a leggere per primi questo fumetto provando a rispondere alle domande alla fine di ogni capitolo. Il motivo è che bisogna conoscere ciò che leggono i nostri figli, sia per poter rispondere alle loro domande, sia per capire cosa stiamo comunicando indirettamente loro. Questo discorso lo faccio sempre anch’io, ma sono ancora rari i genitori che leggono insieme ai figli in una fascia d’età pre-adolecenziale. Il secondo elemento che mi ha colpita positivamente è stato il capitolo sul “Toccare in segreto”: dopo molti discorsi sul rispetto, sulla fiducia, sul consenso, ciò che sentiamo “ok” oppure “non-ok” per il nostro corpo, l’autore parla di segreti. Distingue tra segreti buoni e segreti non buoni: i primi sono i classici segreti dei bambini (ad es. su quante caramelle abbia mangiato di nascosto), i secondi riguardano parti del copro che vengono toccate da persone adulte. Si, sto parlando di abuso sessuale. “Toccare in segreto” è un capito piccolo, quasi nascosto, che ha in sé un significato e impatto emotivo profondo (ecco perchè gli adulti dovrebbero sempre leggere i libri prima dei bambini). Cory Silverberg spiega benissimo, con parole semplici, quanto è fondamentale comunicare questo tipo di segreto (che magari coinvolge un/una amico/a o compagno/a di classe) ad un adulto di fiducia.

Molti genitori che mi richiedono una consulenza educativa con l’arrivo delle mestruazioni delle figlie si preoccupano di più del sovrappeso delle bambine, piuttosto che della loro sessualità. E’ bello vedere che non c’è malizia nei genitori, ma il corpo di una ragazzina di 10-11 anni, con dei cicli mestruali regolari, può essere anche piuttosto sviluppato. Parlare di prevenzione agli abusi sessuali a bambini di quell’età non è una sciocchezza. Eppure questo concetto fatica tremendamente ad entrare tanto in famiglia, quanto a scuola, a meno che non arrivino alle orecchie fatti di cronaca nera. Perché bisogna arrivare a tanto per rendersi conto dei bisogni dei nostri figli?!

Sesso è una parola buffa” è godibile tanto da un pubblico adulto (non necessariamente genitore) che ha ancora bisogno di carpire che il “genere” è qualcosa di diverso dagli attributi genitali, tanto per i bambini per capire che ciò che provano nei confronti del loro corpo in mutamento va bene e che possono parlare di queste cose con gli adulti.

Per domande e confronti puoi chiedermi una consulenza usando il MODULO CONTATTI che trovi sul sito.

Alla prossima settimana.

Un pensiero riguardo “Sesso è una parola buffa”

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