consapevolezza corporea, salute e benessere, sostegno alla genitorialità

Disturbi alimentari e bullismo: un collegamento bidirezionale

Una delle manifestazioni più frequenti del bullismo femminile è sicuramente il fat-shaming (letteralmente “vergogna del grasso) che viene solo accennata in “Quando il bullismo è al femminile”. Eppure la “grasso-fobia” è frequentissima tra i preadolescenti e gli adolescenti, tanto da generare meccanismi psicologici importanti che possono sfociare in disturbi alimentari veri e propri. Per parlare di quest’argomento ho scelto d’intervistare per voi il Dott. Mario Russo e la Dott.ssa Viviana Valtucci, presidente e vicepresidente, dell’associazione ADEPO.

  • Di cosa si occupa l’Associazione ADEPO?

L’associazione ADEPO, Ass. di Dietetica E Psicologia per l’obesità e i disturbi alimentari, è un’associazione senza scopo di lucro, fondata nel 2012 a Cava de’ Tirreni (Salerno). Tutto è nato dall’esigenza di far conoscere realmente alle persone comuni e ai professionisti quanto dolore si cela dietro queste patologie, spesso invalidanti per la persona che ne soffre e non di rado banalizzate e trattate con superficialità. Da allora ci occupiamo di attività di sensibilizzazione e informazione sul territorio nazionale, di progetti di prevenzione nelle scuole superiori di secondo grado e nelle scuole di danza e ginnastica ritmica, di corsi di formazione specifici per i professionisti che a vario titolo si occupano delle persone affette da obesità e disturbi alimentari (quindi medici, psicologi, dietisti, nutrizionisti ecc.). Inoltre accogliamo le richieste di aiuto che ci giungono accompagnando le persone che si rivolgono a noi in un percorso di cura che, quando possibile, eroghiamo presso il nostro ambulatorio, e ci occupiamo del supporto alla famiglia dei pazienti che abbiamo in terapia. Tutti gli anni partecipiamo alla giornata nazionale del “Fiocchetto Lilla” dedicata ai disturbi alimentari e che ricade nel mese di Marzo, mentre tutti i giorni siamo presenti sui nostri canali social per promuovere una corretta informazione e far comprendere che ammalarsi di queste patologie non è una colpa e che è possibile guarire.

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  • Come mai i disturbi alimentari sono collegati con fenomeni di bullismo?

Il bullismo è una forma di comportamento sociale di tipo violento sia dal punto di vista fisico che psicologico, che si ripete nel tempo e che viene attuato nei confronti di persone considerate deboli e incapaci di difendersi. Spesso si caratterizza con offese, minacce, insulti e derisioni ma anche con l’attribuzione di nomignoli negativi oppure con atteggiamenti di esclusione sociale. Il collegamento tra bullismo e disturbi alimentari potremmo definirlo bidirezionale, nel senso che il bullismo può essere sia conseguenza sia causa di un disturbo alimentare. Ci sono diversi studi scientifici che hanno dimostrato che le persone che soffrono di obesità e disturbi alimentari, a causa del loro aspetto fisico, del peso e del comportamento alimentare, sono maggiormente esposti a episodi di bullismo, di scherno, di giudizio e di stigma. D’altro canto le persone che durante la propria infanzia e/o adolescenza sono state vittime di episodi di bullismo, risultano avere maggiori probabilità di sviluppare, nel corso del tempo, un disordine del comportamento alimentare, soprattutto bulimia, alimentazione incontrollata e obesità, e lo riscontriamo spesso anche nel nostro lavoro. Un altro aspetto interessante e inaspettato emerso dagli studi, è il “rovescio della medaglia”: anche coloro che praticano bullismo hanno un rischio maggiore di sviluppare un disturbo alimentare negli anni successivi all’episodio. Infine, un altro elemento che accomuna e collega i disordini alimentari al bullismo, è l’età di esordio simile, cioè l’adolescenza e/o la preadolescenza, fasi in cui si assiste ad un cambiamento corporeo importante che può essere terreno fertile per queste problematiche sempre più frequenti.

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  • Come prevenire la situazione in famiglia e a scuola?

Occorre promuovere una nuova cultura, quella che accetta e rispetta le naturali differenze individuali e le inizia a vedere come delle peculiarità e dei punti di forza. Questa promozione deve avvenire a tutti i livelli: può iniziare in famiglia insegnando ai nostri figli che non esiste un corpo “bello e giusto” e un corpo “brutto e sbagliato”, che il proprio valore personale non si basa sulla taglia e sull’aspetto esteriore, su quanto si riesce a seguire una dieta o meno, e che la “diversità” non è sinonimo di pericolo, ma di inclusione, di insieme; deve continuare a scuola attraverso progetti di prevenzione validati che promuovano l’inclusione, l’accettazione delle proprie e altrui forme corporee ed una visione critica rispetto ai modelli socio-culturali che ci vengono imposti; per poi proseguire anche in ambito sanitario, dove purtroppo lo stigma verso l’obesità e i disturbi alimentari è molto diffuso tra i professionisti, e sui social, dove episodi di cyber-bullismo sono all’ordine del giorno. Queste azioni andrebbero programmate e supportate anche a livello istituzionale, poiché senza una reale collaborazione tra tutte le parti coinvolte nulla di utile potrà essere realizzato.

LINK UTILI

sito – www.adepo.it

facebook – https://www.facebook.com/associazioneadepo

instagram – @oltreladieta

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