consigli di lettura, educazione sessuale, sostegno alla genitorialità

C’era una volta la prima volta

Le parole giuste sono già dentro di noi, anche se ogni volta devono essere un poco diverse. La situazione, il momento, le persone coinvolte, richiedono linguaggi, emozioni, idee sempre nuove che certo non si possono scrivere nei libri sotto forma di regole. Ma non è così difficile trovarle se sappiamo ascoltare ciò che accade in noi stessi. Per parlare di sesso con gli altri è necessario conoscere la propria sessualità, saperla godere intensamente e averne riconosciuti i limiti e le difficoltà. […] Per parlare in senso educativo bisogna aver voglia di mettere a disposizione dei ragazzi la nostra vita sessuale, per rassicurarli e per offrire loro, con amore e flessibilità, tutte le nostre conoscenze. […] Se poi mancassero le parole, ci verrebbe in soccorso il linguaggio del corpo; l’unico davvero capace di farci dire “ti amo”.” (Fabio Veglia)

51nK99dPDfLC’era una volta la prima volta. Come raccontare il sesso e l’amore a scuola, in famiglia, a letto insieme.” è stato scritto nel 2003 da Fabio Veglia e Rossella Pellegrini dopo una serie di interventi nelle scuole medie inferitori e superiori di tutta Italia. Il testo è sia una raccolta dell’esperienza nelle scuole con un grosso numero di adolescenti, sia una serie di suggerimenti rivolti ad insegnanti e genitori su come parlare di sessualità ai ragazzi e alle ragazze. Il testo è un po’ datato e tecnico, ma sicuramente molto utile per chi sta cercando le “parole giuste” per parlare di sessualità ed affettività con i/le figli/e o con gli/le alunni/e.

La struttura del libro è molto interessante perché i capitoli e i sottocapitoli sono tratti dalle domande dei ragazzi: il filo conduttore di tutto il libro è l’esperienza di confronto intergenerazionale utile proprio nello sfatare miti e nel creare un senso d’identità maggiore tanto nei ragazzi quanto nelle ragazze.

Sulla questione “verginità” ci si sofferma, ovviamente, un po’ di più in quanto spesse volte ripresa nelle domande degli adolescenti che si basano su luoghi comuni, a volte sessisti. Mi hanno colpita alcune domande su questo livello: la prima di un ragazzo di III media (13 anni) che scrisse: “Perché le ragazze appena sverginate diventano sceme e zoccole?”; la seconda di un ragazzo di I liceo (15 anni) che disse: “Fare sesso con una vergine è più godimentoso che con una sverginata?”

Non deve stupire se questi ragazzi hanno una visione delle ragazze molto svilente. Il maschilismo nel sesso è una questione millenaria che solo attualmente si sta sgretolando a suon di spallate da parte nostra. La dignità delle ragazze e delle donne nel sesso è un concetto recentissimo e ancora difficile da far passare tra i giovanissimi che imparano “ciò che c’è da sapere” dai porno (creandoci non poche difficoltà nel far capire loro che quella NON è la realtà). L’assenza di figure adulte che accompagnino i ragazzi nel conoscere la sessualità e l’affettività, genera atteggiamenti sessisti e svilenti nei confronti delle ragazze. D’altra parte, le ragazze, si convinceranno che per avere affetto dovranno sottostare ad una serie di umiliazioni e di atteggiamenti denigratori, di non avere il diritto di pretendere nulla nell’atto sessuale, e così via.

Consiglio di leggere “C’era una volta la prima volta” prima agli adulti e solo in seguito di proporlo ai ragazzi e alle ragazze. Seppur scritto prendendo la ricerca condotta con gli adolescenti, il libro è molto più utile a noi adulti per capire come sta evolvendo la visione della sessualità e dell’affettività. Essendo un libro precedente alla quarta ondata femminista (2013-2015) non vengono prese in considerazione molte questioni che riguardano il piacere femminile e l’orientamento sessuale. Eppure credo che questo libro abbia ancora qualcosa da dire proprio per al sua anzianità; è importante vedere da dove arriviamo e quanta strada stiamo percorrendo lungo il sentiero di una libertà sessuale e sentimentale rispettosa ed inclusiva.

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