consapevolezza corporea, educazione mestruale, salute e benessere

Pillola anticoncezionale: alcune FAQ

L’assunzione di ormoni sintetici è l’unica soluzione per i DISTURBI MESTRUALI? La pillola anticoncezionale previene le malattie sessualmente trasmissibili? Quanto tempo ci vuole, dopo aver smesso di prendere ormoni, per far tornare le mestruazioni?

Pur non essendo un medico, tanto le giovani quanto le adulte mi fanno spesso queste domande durante una CONSULENZA MESTRUALE e mi ritrovo a considerare quanto poco si conosca di quest’argomento. L’abitudine a delegare la responsabilità per la nostra salute ai medici e la silenziosa, nonché dilagante, assuefazione farmacologica ci porta a vedere come “normali” tane cose che non lo sono.

Ecco perché ho pensato fosse utile far chiarezza su queste tre FAQ che spesso mi ponete:

L’assunzione di ormoni sintetici può essere l’unica soluzione per alcuni disturbi mestruali patologici come fibromi, endometriosi e adenomiosi, ma non sempre necessari per altre situazioni. La pillola non regola le mestruazioni, ma “addormenta” l’ovulazione e induce chimicamente il sanguinamento di alcuni capillari all’interno dell’utero (che si assottiglia chimicamente per evitare ad un ovulo fecondato di attecchire). Ecco perché nel bugiardino leggete che può provocare trombosi, infarti e ictus. Quindi, di fatto, NON regola le mestruazioni, ma stoppa l’ovulazione (un po’ quello che succede durante la gravidanza). Come capite, la pillola è utilissima in casi patologici in quanto impedisce la produzione ormonale che andrebbe a sollecitare le ovaie, rallentano temporaneamente le sintomatologie più gravi. Nei casi di polimenorrea, oligomenorea, amenorrea e dismenorrea è possibile non dover ricorrere immediatamente al farmaco, optando per un’alimentazione ricca di ormoni naturali e cibi anti-infiammatori che aiutano durante la fase ovulatoria. Parlo di fase ovulatoria, e non di fase mestruale, in quanto la maggior parte delle problematiche mestruali, sono da ricondursi proprio all’ovulazione. Quando dico questa cosa, molte donne si trovano spiazzate ed è allarmante vendere quanto poco si sappia di come siamo fatte.

La pillola anticoncezionale NON protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili. Sembra assurdo doverlo ribadire nel 2019 eppure molte persone, italiani in primis, ritengono l’uso del preservativo un’opzione (!!!). Invece, se si vogliono vivere rapporti protetti, sopratutto se occasionali, si DEVE usare il preservativo. Lavorando spesso con coppie etero diventa difficile far capire questo concetto: anche se la coppia è stabile, ci si fida l’uno dell’altro, il preservativo rimane il metodo anticoncezionale più sicuro. Quando il partner si rifiuta di usare il preservativo, ricordo alla partner che esiste anche il preservativo femminile e che anche la fellatio (e il cunilungus) possono trasmettere le MST. Inoltre, ribadisco che molte gravidanze indesiderate sono generate da un’errata assunzione della pillola e possono creare non pochi problemi.

Ogni donna è diversa, la sua ritmicità varia in base a predisposizioni genetiche, stile di vita, forme mentis e tanto altro. Smettere di assumere la pillola anticoncezionale non significa avere subito un ciclo mestruale regolare, sopratutto se è stato per trovare la “regolarità” che si sono assunti gli ormoni. Capita, quindi, che smettendo di prendere la pillola si possa non mestruare per qualche mese: dopo il terzo mese consecutivo, fate un test di gravidanza e consultate la ginecologa/ostetrica di riferimento. Come detto, nel 90% dei casi le sintomatologie che prima erano sopite dalla pillola, riaffioreranno. Esistono, fortunatamente, degli aspetti positivi: durante i PERCORSI MESTRUALI, in cui lavoriamo sulla disintossicazione farmacologica e sul ripristino della regolarità mestruale, molte donne mi raccontano di come riescano finalmente a percepire l’arrivo della mestruazione, accogliere i cambiamenti del corpo e vivere meglio il rilascio mestruale. Prendere consapevolezza dei cambiamenti del proprio copro significa avviare un processo di guarigione che va al di là della salute come normalmente la concepiamo. Conoscere il proprio corpo, significa conoscere ciò che proviamo per esso: innescando una comunicazione diretta tra corpo, mente ed emozioni possiamo superare le insicurezze che ci costringono ad usare farmaci per “zittire” le nostre sofferenze (più emotive che fisiche).

Nuovamente ti ricordo che non sono un medico e che il mio sostengo mira proprio a darti quell’autonomia emotiva che serve per scegliere consapevolmente cosa sia meglio per te, per il tuo corpo e per la tua vita. Lavoro spesso facendo rete con medici, nutrizionisti e psicologi-sessuologi perché il mio sostengo creativo non basta in casi di salute importanti. Per conoscere meglio il mio lavoro clicca su COSA POSSO FARE PER TE e concorda la tua prima CONSULENZA MESTRUALE (anche a distanza tramite video-chiamata) per capire come  posso esserti d’aiuto o se posso aiutare una persona cara.

Alla prossima settimana

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