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A proposito di aborto

Cos’hanno in comune la legge 194 , i riti di passaggio e la dea Artemide? Leggendo il libro “Aborto: perdita e rinnovamento. Un paradorso nella ricerca d’identità.” della psicoanalista Eva Pattis Zojia si scopre che l’esperienza dell’aborto ha un ruolo determinante nell’immaginario femminile e che può esserci molto di più di quel che sembra dietro un’esperienza di questo tipo.

Il 28 settembre ricorrerà la Giornata Internazionale per l’Aborto Libero e Sicuro. Nonostante l’apparente libertà acquisita sui nostri corpi negli ultimi decenni, esistono ancora tanti pregiudizi e strumentalizzazioni politiche ed economiche legate all’ivg. Questo mi porta a continuare a parlarne e a informare dell’esistenza di studi interessanti come quelli della Dott.ssa Eva Pattis Zojia.

In questi ultimi anni sto lavorando molto con tante giovani e adulte che affrontano l’esperienza di un aborto (a volte indotto, spesso spontaneo) nel silenzio. Un silenzio obbligato dalla società che aggrava la sofferenza e il senso di colpa. Un silenzio così assordante da essere udito da tutti e come una eco rigettato al mittente senza empatia. Ecco perché bisogna parlarne e fasi aiutare ad uscire dal senso di colpa, dalla vergogna, dall’umiliazione. Ognuna ha i suoi tempi, ma prima o poi si avrà bisogno di sostengo per accettare quanto accaduto ed io farò del mio meglio per essere sempre d’aiuto.

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Di seguito trovi quattro articoli utili per approfondire il mio punito di vista e scoprire come l’esperienza dell’aborto costituisca un paradosso nella ricerca d’identità.

“Aborto: perdita e rinnovamento” – A plasmare la psiche femminile sono soprattutto eventi come il Menarca, la Maternità e la Menopausa, codificando modelli ed esempi di riferimento non sempre positivi. Per molte donne questi tre eventi sono caratterizzati da un’aura d’irreversibilità, da un ineluttabile passaggio da uno stato all’altro che viene vissuto come traumatico, perché non sempre si riesce a percepire la continuità tra una fase e l’altra. Anticamente questa continuità era garantita dall’uso di atti simbolici e rituali che preparavano emotivamente in ogni transizione dello sviluppo della psiche femminile. Il modello pedagogico da me proposto è convalidato da cinque anni di casi in cui donne e ragazze di tutte le età ricercavano proprio il suddetto “rito di passaggio” per uscire da situazioni di “stallo psicoemotivo”. PROSEGUI LA LETTURA QUI

“Aborto: un paradosso nella ricerca d’identità” – Erroneamente si pensa che un tabù sia solo qualcosa di cui non si deve parlare. In realtà, un tabù è tale quando “viene vissuto come unico e irreversibile”. Scegliere d’interrompere una gravidanza è un atto profondamente trasformativo, poiché, appunto, unico e irreversibile. Antopologicamente parlando tutti i riti di passaggio sono dei tabù: avvengono una volta nella vita e traghettano chi il vive da uno stato ad un altro di coscienza (individuale e collettiva). Durante gli anni dell’università ebbi modo di approfondire i miei studi in antropologia culturale e sociale, ritrovando, oggi, molte affinità con le teorie espressa da Eva Pattis Zojia in relazione alla scelta volontaria d’interrompere una gravidanza: l’aborto, se vissuto come unico e irreversibile, svolge la funzione di un vero e proprio rito di passaggio da un’età vissuta come “infantile” ad un’altra percepita come “adulta”. La persona che lo vivrà sarà profondamente trasformata da quest’esperienza, trovando il modo di emanciparsi da una società in cui solo la maternità viene vista come l’evento di riconoscimento ed accettazione della donna. PROSEGUI LA LETTURA QUI

“Fuori dalla madre: la dea Artemide” – Artemide, la vergine, è l’unica dea del pantheon greco che non viene chiamata “madre”. La sua verginità non è in senso letterale, ma astratto: tra gli dei è considerata adulta, autonoma e completa in sé stessa. Non le serve generare un semidio per essere al pari delle altre. Addirittura nel mito viene definita così indipendente e determinata da tagliare lei stessa il cordone ombelicale che la tratteneva alla madre Leto; da questo le si attribuisce la funzione di protettrice delle ostetriche. Nella psiche delle donne, Artemide rappresenta l’integrità originaria dell’identità femminile. PROSEGUI LA LETTURA QUI

La giornata internazionale per l’aborto” – In tutto ciò, secondo me, l’inutilità della strumentalizzazione politica della legge 194 è indubbia, in quanto essa stessa poco attuale rispetto alle reali necessità di chi oggi ne fa uso. Come spesso accade, si perde di vista l’umanità e l’empatia che prima di tutto andrebbe usata in situazioni di sofferenza. Lavoro con moltissime ragazze e donne che stanno vivendo nel silenzio il loro lutto. Un silenzio imposto socialmente, ma che danneggia gravemente chi desidera, invece, urlare il proprio dolore. Negli occhi di chi accompagno con il mio lavoro vedo ancora troppa vergogna, rabbia e frustrazione, che andrebbe ascoltata e accolta. La nostra una società rifiuta di vedere la sofferenza, la malattia e la morte come compagne naturali della vita ed impone a queste donne un isolamento e un silenzio che creano ancora più rumore. PROSEGUI LA LETTURA QUI

Spero che questi articoli ti possano essere utili. Se senti di volerti confrontare con me e di ricevere il mio sostegno usa il MODULO CONTATTI sul sito per concordare una CONSULENZA MESTRUALE.

Alla prossima settimana

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