consigli di lettura, educazione mestruale, educazione sessuale

POST PINK Antologia di fumetto femminista

Il corpo della donna spesso va poco oltre le gambe, ed è da sempre oggetto dello sguardo. Di chi cerca il piacere, la condanna, il dominio, il controllo. Perché quello di una donna non è mai un semplice corpo, bensì un coacervo di simboli, dogmi sociali o culturali rispondenti a un modello inesistente. E’ tempo di sfatare miti, abbattere le differenze di genere e restituire dignità a quel corpo fatto di carne, sì, ma anche di mente, cuore, aspettative e desideri.”

In Post Pink trovi nove fumetti disegnati dalle illustratrici italiane più impegnate del momento. Per me è stata una lettura molto interessante perché sento possa offrire spunti di riflessione, denuncia e compartecipazione per tutte e tutti. La prefazione di Michela Murgia è tanto breve quanto diretta al punto: abbiamo bisogno di narrazioni al femminile, di credere fino in fondo che le storie delle donne abbiano la stessa dignità di racconto di tutte le altre.

Narrando di noi, delle altre, con schiettezza e complicità possiamo fare la differenza per chi sente di non essere rappresentata. Possiamo, a parer mio, essere da sprone per le giovani invitandole a co-creare questa narrazione insieme sia per dare risalto alla pluralità di identità femminili, sia per non dimenticare coloro che ci hanno precedute. Nonostante i grandi passi avanti per l’emancipazione femminile sembriamo tornare indietro quando parliamo di sessualità. C’è ancora tanta ignoranza sul piacere femminile, ma possiamo scegliere se vedere questo vuoto come una perdita o come una possibilità. Scegliendo la seconda opzione mettiamo in discussione ciò che siamo state per comunicare al mondo ciò che siamo veramente. Un nudo emotivo che non tutte sono pronte a compiere, perché c’è ancora bisogno di acquisire gli strumenti più idonei per farlo. Lo strumentano migliore che ad oggi tutte abbiamo (poiché tutte possiamo accedervi) è la lettura: mettersi in gioco leggendo è un primo passo verso il mettersi in gioco per davvero. Le narrazioni cambiano in base al nostro punto di vista, alle convinzioni che scegliamo di alimentare e sulla base degli stereotipi che scegliamo di mantenere a livello collettivo. Eppure i racconti sono quelli e ogni volta che vi torniamo possiamo scorgere cose nuove (di noi stesse) in quelle letture. Un giorno non lontano, scopriremo che la narrazione che facciamo di noi stesse, e delle altre, sarà radicalmente cambiata e che cambierà ancora, com’è nella natura umana.

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Come sempre suggerisco la lettura di Post Pink prima alle mamme e poi alle figlie. Non perché ritenga le ragazze non in grado di accogliere vissuti importanti come quelli descritti, ma perché c’è bisogno di confrontarsi su di essi. Noi adulti abbiamo il dovere di rispondere al meglio dei bisogni delle ragazze (e dei ragazzi), incluse tutte le domande che possono sorgere da letture impegnate. E’ nella condivisione di narrazioni differenti che il dialogo intergenerazionale può trovare nuova linfa vitale ed è compito di tutti far sì che ciò accada.

Per confrontarti su questa lettura, sul copro e piacere femminili, sulla costruzione di un’identità che ti rappresenti pienamente sbloccando sensi di colpa, condizionamenti e pregiudizi, concorda con me una CONSULENZA MESTRUALE (anche ad distanza tramite video-chiamata). Usa il MODULO CONTATTI che trovi sul sito.

Alla prossima settimana

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