consigli di lettura, educazione mestruale, educazione sessuale

L’aggressività femminile

L’ipotesi di un genere naturalmente ipoaggressivo, e quindi inevitabilmente dipendente dall’aggressività maschile, è stata proposta e sostenuta nel corso del tempo dalla medicina e anche dalla psicologia del profondo; è stata imposta con la forza delle armi, del rogo, della tortura, della religione, della politica e della scienza, o semplicemente della legge che da tempo ormai immemorabile sancisce l’inferiorità e la debolezza delle donne; è stata proposta e sostenuta da uomini (e donne) e ancora oggi in parte lo è. Ma non è stata mai dimostrata. In altre parole, se l’istinto aggressivo è una pulsione automatica e universale nella nostra specie, ciò probabilmente non significa che noi donne ne siamo prive, ma che ne siamo state private. Un istinto, però, non è eliminabile, può tutt’al più essere represso, e quindi modificato, può, in altre parole, essere respinto nell’inconscio al quale invierà segnali di disagio che si riverseranno sul fisico. Ed è quello che infatti sistematicamente constatiamo. […] Ma perché ne siamo state private? Che cose è successo alla collettività umana perché una patologia dell’istinto abbia colpito gli esponenti femminili della specie in un tempo così lontano da farne smarrire persino la memoria? E che cosa in seguito ha fatto sì che tutti si convincessero che questa patologia dell’istinto fosse naturale?

A queste ed altre domande cerca di rispondere la psicanalista Marina Valcarenghi nel libro “L’aggressività femminile” in cui illustra con grande accuratezza quanto la memoria collettiva di repressione influisca sullo stato psicofiscio delle donne di oggi.

Il desiderio diffuso fra le ragazzine di voler essere un maschio è ancora uno dei sintomi (la dismenorrea in molti casi ne è un altro) che segnalano il disagio e il rifiuto di appartenere a un genere considerato da talmente tanto tempo inferiore da esserlo effettivamente diventato. Che si arrivi o no a desiderare di essere un maschio, è comunque nella pubertà, con le mestruazioni, che una ragazzina diventa consapevole della difficoltà della condizione femminile.”

Ho scelto questo testo a corredo della fase mestruale (se ti sei persa l’articolo clicca qui) perché negli anni ho constato quanta aggressività repressa presentino molte giovani ed adulte che soffrono di dolori e disturbi mestruali.

Il condizionamento sociale che ci impone di reprimere la naturale spinta all’autoaffermazione, sia nella sfera sessuale sia in quella sociale, provoca una ferita profonda che si ripropone a livello psicosomatico. Socialmente parlando, se una donna soffre di dismenorrea (dolori mestruali invalidanti) è un suo problema, ma se quasi tutte le donne soffrono di dismenorrea e se assumono sistematicamente medicinali per zittire il dolore (per non essere di peso alla società) è un lodevole segno di mitezza e buona educazione, allora per le donne diventa “naturale” soffrire di dolori mestruali. E invece non è naturale per niente.

9788861591707_0_221_0_75Nel libro L’aggressività femminile” la psicoanalista Marina Valcarenghi ci spiega che l’istinto aggressivo femminile è ammalato perché non riesce a esprimere una conveniente autodifesa dello spazio fisico, psichico e sociale (sul mantenimento dei confini personali te ne ho parlato QUI) e non risulta quindi capace di affermare e proteggere con efficacia l’identità soggettiva. Affrontando l’antico stato di necessità: riconoscendo il dolore per una lontana e comune ferita all’istinto e collegando quella ferita ai sintomi di oggi, diventa progressivamente possibile riscoprire l’energia aggressiva e con essa il desiderio e la capacità di affermare quella forma del pensiero e del sentimento che costituisce il modo femminile di stare nel mondo, un mondo ancora in larga misura sommerso, ma ormai necessario non solo all’equilibrio della personalità femminile, ma a tutto il genere umano.

Se desideri confrontarti con me su quest’argomento o se hai bisogno di sostengo puoi chiedermi una CONSULENZA MESTRUALE sia a Torino, sia a distanza tramite video-chiamata. Usa il MODULO CONTATTI che trovi sul sito!

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