benessere femminile, psicosomatica femminile

Ferite emotive delle donne

Molte correnti di pensiero legate alla psicosomatica femminile e alla crescita personale individuano 5 ferite emotive che impediscono di vivere serenamente la tua vita. Queste sono rifiuto, abbandono, umiliazione, tradimento e ingiustizia e vengono “innescate” principalmente dalla relazione con i nostri genitori.

In particolare si sostiene che il genitore dello stesso sesso abbia il ruolo di insegnarci ad amare noi stesse e a dare amore. Il genitore del sesso opposto ci insegna a lasciarci amare e a ricevere amore. E che le ferite più profonde siano in relazione alla difficoltà di relazionarci con il loro insegnamento.

Una ferita emotiva è un’emozione, più precisamente un insieme di sentimenti contrastanti, provocata da un evento esterno collegato alla nostra infanzia/adolescenza e che coinvolge le relazioni più importanti per noi. Sovente si tratta della relazione con i nostri genitori (da qui il discorso di prima) e della percezione dei conflitti, degli irrisolti e dei limiti che abbiamo percepito su noi stesse, sul nostro corpo e sul nostro universo femminile (ciclicità e sessualità comprese).

Per intenderci la ferita emotiva è paragonabile a una ferita fisica: se te ne prendi cura, si cicatrizza così da non sentire più il dolore. Al contrario, se non la curi bene, si ripresenterà sotto forma di fastidio (somatizzazione) fino a riaprirsi e a farti di nuovo male. Molto spesso a “riaprire la ferita” è qualcuno a noi vicino che, involontariamente, evoca quella sofferenza attraverso un comportamento, usando parole-chiave o semplicemente con la sua sola presenza. Anziché renderti conto di ciò che sta cominciandoti la situazione, molto probabilmente ti ritroverai ad attuare dei meccanismi di difesa, senza considerare ciò che sta succedendo veramente.

Più accuserai gli altri del tuo malessere più attirerai la medesima esperienza all’infinito.

Le frasi come “Capitano tutte a me” o “Attiro sempre le stesse persone” possono farti capire immediatamente ciò che hai vissuto nel passato: accusare gli altri serve solo a rimandare la soluzione del problema e a creare una vita sempre più infelice e insoddisfatta.

A volte, per gestire la ferita emotiva, potresti pensare di calmare la sofferenza mettendo un “cerotto”. Infatti, la società ci insegna fin da piccole che è meglio dimenticare, mettere un “cerotto” (o nei casi di disturbi mestruali e sessuali, prendere una pillola/farmaco) su ciò che ci fa star male, piuttosto che essere davvero consapevole della sofferenza e trovare una soluzione.

Prova quindi a fermarti, respirare ed affrontare la tua ferita per rimarginarla completamente.

Il primo passo per poter superare una feria emotiva è sicuramente conoscerla, capire i meccanismi che ti portano a non riuscire a lasciar andare il dolore e levarti il “cerotto” che hai usato fin ora per non soffrire.

Guardiamo nel dettaglio le 5 ferite e i meccanismi di difesa che metti in atto:

Rifiuto. La ferita del rifiuto è una delle ferite più profonde, che spesso viene vissuta con il genitore dello stesso sesso, ma che più sovente si riferisce alla non accettazione di sé, anziché come un reale rifiuto percepito dagli altri. Non amare te stessa, il tuo corpo, la tua femminilità, porta come conseguenza a non amare gli altri. Per questo motivo metterai la “maschera del fuggitivo” vivendo sempre nascosta. Vivi la vita con una profonda angoscia esistenziale come se la sua stessa vita fosse sempre minacciata. Eviti le sfide e spesso scegli di vivere in solitudine. Una delle difficoltà è non saper gestire le emozioni lasciandoti comandare da esse. Sicuramente sei una persona sensibile, introspettiva, silenziosa con grande intuito e capacità di osservazione.

Abbandono. Se vivi la ferita dell’abbandono difficilmente riesci a vivere da sola perché soffri molto la solitudine e ricerchi sempre compagnia. La ferita da abbandono è collegata a quella del rifiuto con la differenza che l’abbandono è riferito spesso alla figura paterna. La carenza d’affetto generata in una bambina “abbandonata” è percepita in maniera profonda e in età adulta si tenderà a vivere stati di ansia profonda e attivare la “maschera della dipendenza” quando si presentano difficoltà nelle relazioni importanti. Se soffri per questa ferita, farai di tutto per non essere abbandonata richiedendo sempre tanta attenzione. Per esempio, ti fingerai ammalata pur di ottenere cura e sostegno.

Umiliazione. Dai sempre tanto per i tuoi progetti? Cerchi di dare il massimo all’interno di un gruppo di lavoro o della tua famiglia? Se la risposta è sì allora ciò che si nasconde nella tua anima è la ferita dell’umiliazione. L’umiliazione è difficile da sopportare, soprattutto, in tenera età. Questa ferita si collega a episodi in cui puoi aver provato vergogna. Un genitore ipercritico può averti trasmesso delusione facendoti percepire come un peso e/o come inadeguata alle situazioni di vita quotidiana. Da questo possono derivare comportamenti passivi inclini alla fuga. La maschera associata a questa ferità è il masochismo per questo tenderai a soddisfare prima i bisogni di chi ti sta intorno e poi i tuoi. Conservi dentro di te ipersensibilità ed empatia facendo fatica a esprimere questi tratti perché li ritieni inadeguati.

Tradimento. La ferita del tradimento è legata alla fiducia mancata tra due persone a causa di promesse non mantenute, buge e non-detti, aspettative deluse, frustrazioni, etc. Se soffri per questo tipo di ferita pretendi molto dagli altri e da te stessa non mostrando mai debolezza. Spesso si sviluppa con il genitore di sesso opposto (ed è per questo che nelle donne innesca meccanismi che incidono sulla sessualità). La maschera utilizzata è quella del controllore: vuoi avere tutto sotto controllo, eventi e persone, ed essere sempre “perfetta”. Cerchi di essere molto responsabile, forte, importante per gli altri e cerchi di convincere con le tue idee.

Ingiustizia. La ferita dell’ingiustizia porta a concentrarsi sul proprio dovere. Ti privi dei piaceri e istinti perché credi di non meritare di vivere felicemente. Portando a termie i tuoi progetti anche a discapito della tua salute ti senti di raggiungere la perfezione come una sorta di riscatto. É una ferita diversa dal tradimento perché ha la specifica di svilupparsi con il genitore dello stesso sesso. La maschera di questa ferita è la rigidità. Rigidità sia in senso fisico che caratteriale (innescando somatizzazioni mestruali e sessuali legate ai confini personali, ma anche all’irrigidimento muscolare della zona pelvica). Sei molto ordinata, precisa, fai difficoltà a chiedere aiuto e ti giustifichi per ogni azione che fai.

COME “GUARIRE” LE FERITE EMOTIVE

Come avrai intuito leggendo le descrizioni sopra è possibile che tu abbia più di una ferita; infatti la maggior parte di noi convive con 2-3 ferite che spesso si mescolano e creano molta confusione quando cerchiamo di “guarirle” da sole.

Per questo motivo è necessario farsi aiutare da una professionista.

Nel mio lavoro sui disturbi mestruali e i disturbi sessuali femminili tratto spesso le 5 ferite emotive dell’infanzia/adolescenza in quanto strettamente legate con le somatizzazioni di cui parlo sempre (leggi l’articolo: “Psicosomatica femminile”). In particolare noto che le ferite legate alla relazione con la figura materna abbiano forti ripercussioni sulla ciclicità, mentre quelle legate alla relazione con la figura paterna abbiano forti ripercussioni sulla sessualità.

In qualsiasi caso è importante che tu sappia che: “guarire” dalle ferite emotive è possibile.

Prima di tutto è importante riconoscere ed accettare i meccanismi di difesa, le maschere, che metti in atto per non affrontare il problema: quando ti senti rifiutata, abbandonata, umiliata, trattata ingiustamente è naturale che entri in gioco in tuo Ego che, con estrema facilità, attribuisce la colpa agli altri. Nella realtà, però, non esistono colpevoli (considera che anche i tuoi genitori possono avere delle profonde ferite e non essersi resi conto di “trasmetterle” attraverso l’educazione familiare), ma solo persone ferite.

Guarda la tua ferita come se fosse la te bambina che ha fatto una marachella.

Cosa vorrebbe sentirti dire? Solo parole d’amore. Non vorrebbe di certo sentirsi giudicata. Perciò più sarai amorevole ed accogliente verso la tua ferita, più le situazioni/relazioni incominceranno a migliorare.

Durante il percorso insieme ti aiuto a:

  1. Accettare e riconoscere la tua ferita. Se non accetterai di aver mantenuto aperta la tua ferita per tutto questo tempo, non potrai neanche trasformarla. Basterà fare attenzione a ciò che non accetti negli altri per capire quale parte di te ancora non vuoi vedere per paura di doverlo ammettere. La logica farà di tutto per impedirti di accettare questa ferita perché non vuole che tu possa soffrire, ha paura che tu non possa gestirla o superarla. Non a caso la maschera è utilizzata per evitare il dolore. Ogni comportamento legato ad una determinata maschera è una reazione di difesa, da non confondere con l’amore che hai verso te stessa;
  2. Smettere di dare la colpa agli altri. Tra queste persone forse inserirai i tuoi genitori. Non ti chiedo di scusarli, ma di imparare ad avere compassione senza condannarli (pur rimanendo dell’idea di non condividere il loro modo di agire nei tuoi riguardi). Inoltre, imparerai a non fuggire da tutte quelle situazioni che ti intimoriscono. Insieme lavoreremo sui meccanismi di difesa e sulle reazioni che metti in atto quando indossi la tua maschera;
  3. Assumerti le tue responsabilità. Insieme analizziamo il rapporto che hai con te stessa e con gli altri, perché il risentimento che provi non fa altro che attrarre a te persone e situazioni che tengono “aperta” quella ferita facendoti soffrire. Ti aiuterò a perdonare te stessa, i tuoi genitori e chi ti ha fatto soffrire in questi anni, per liberarti finalmente dal peso del passato. Sarà un momento di grande trasformazione che ti aiuterà a superare definitivamente la sofferenza emotiva;
  4. Essere finalmente te stessa. Ti aiuterò a trovare nuovi modi di comunicare con gli altri, a difendere i tuoi spazi personali con gentilezza, a vivere con gioia la relazione di coppia e ad amare veramente la tua femminilità (ciclicità e sessualità comprese).

Prima di procedere nella strutturazione di un percorso personalizzato viene consigliato di sperimentare una CONSULENZA BENESSERE che ti aiuta a trasformare le ferite emotive della tua infanzia/adolescenza in nuove potanzialità da realizzare. Grazie a questa consulenza migliorerai la RELAZIONE CON TE STESSA aprendoti al cambiamento e ritrovando il benessere!

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