Ti capita mai di avere la sensazione di non essere abbastanza?
Abbastanza brava.
Abbastanza bella.
Abbastanza intelligente.
Abbastanza presente.
Abbastanza forte.
Magari fai tutto quello che puoi.
Ti impegni, cerchi di non deludere nessuno, ti prendi cura degli altri, cerchi di fare le cose nel modo giusto.
Eppure, dentro di te, rimane quella sensazione difficile da spiegare:
“Forse sono io che sbaglio.”
Anche quando non hai fatto nulla di male.
Anche quando gli altri ti dicono che sei brava.
Anche quando raggiungi un obiettivo che desideravi da tempo.
Perché allora continui a sentirti così?
Quando hai sempre la sensazione di dover migliorare
Potresti non rendertene nemmeno conto, ma forse sei diventata molto brava a controllarti.
Controlli quello che dici.
Controlli come ti comporti.
Controlli se hai dato abbastanza.
Controlli se hai fatto una buona impressione.
E magari, dopo aver parlato con qualcuno, ripensi per ore a quello che hai detto:
“Avrei dovuto stare zitta?”
“Ho esagerato?”
“Avrò dato fastidio?”
“Forse ho sbagliato.”
Oppure ti capita di fare qualcosa per te e sentirti immediatamente in colpa.
Dici di no e pensi di essere egoista.
Chiedi qualcosa e temi di essere troppo esigente.
Prendi una decisione diversa da quella che gli altri si aspettavano e inizi a dubitare di te.
Così, senza accorgertene, inizi a cercare continuamente una conferma fuori da te.
Ho fatto bene?
Sono abbastanza?
Gli altri saranno contenti di me?
E diventa sempre più difficile rispondere alla domanda più importante:
“Io, invece, cosa sento?”
La voce che ti dice: sei sbagliata
Dentro di te può esserci una voce molto severa.
Quella che ti ricorda quello che avresti potuto fare meglio.
Quella che ti fa notare immediatamente un errore, ma fatica a riconoscere tutto ciò che hai fatto bene.
Quella che, quando qualcosa va storto, non ti lascia semplicemente pensare “è andata male”.
Ti fa pensare:
“È andata male perché sono sbagliata io.”
Questa voce può essere così familiare da sembrarti normale.
Potresti pensare che faccia parte del tuo carattere.
“Sono fatta così.”
“Sono troppo sensibile.”
“Sono sempre io che mi faccio problemi.”
“Devo solo imparare a essere più sicura.”
Ma sei sicura che quella voce sia davvero la tua?
A volte abbiamo imparato molto presto a guardarci attraverso gli occhi degli altri.
Abbiamo imparato cosa era giusto fare.
Come comportarci.
Quando era meglio stare zitte.
Quando era importante essere brave.
Quando era meglio non disturbare.
E abbiamo iniziato a correggerci continuamente.
Quando smetti di fidarti di quello che senti
Il problema non è soltanto sentirti insicura.
Il problema arriva quando inizi a non fidarti più di te stessa.
Sai che non vuoi fare una cosa, ma dici comunque sì.
Senti che una situazione ti mette a disagio, ma ti convinci che stai esagerando.
Hai bisogno di fermarti, ma continui perché pensi che dovresti riuscire a fare tutto.
Qualcuno oltrepassa un tuo limite e invece di pensare “questa cosa non mi fa stare bene” ti chiedi:
“Forse sono troppo sensibile.”
È così che puoi iniziare a mettere in discussione ciò che senti.
E più lo fai, più diventa difficile riconoscere i tuoi bisogni, i tuoi confini e i tuoi desideri.
Non perché non ci siano.
Ma perché hai imparato a metterli in secondo piano.

Il corpo spesso se ne accorge prima
C’è però qualcosa che continua a parlare, anche quando la mente cerca di convincerti del contrario.
Il tuo corpo.
Può succedere che ti si chiuda lo stomaco.
Che le spalle si irrigidiscano.
Che tu trattenga il respiro.
Che senta un peso sul petto.
Che ti venga voglia di piangere senza riuscire a capire esattamente perché.
Oppure puoi sentirti improvvisamente stanca dopo aver passato molto tempo a cercare di essere quella che gli altri si aspettano.
Non significa che ogni sensazione del corpo abbia una spiegazione precisa.
E non significa nemmeno che il corpo abbia sempre “la risposta”.
Ma può diventare un modo per iniziare ad accorgerti di ciò che accade dentro di te.
Prima ancora di riuscire a dargli un nome.
E se non sapessi nemmeno cosa senti?
Forse questo è proprio il punto da cui partire.
Non tutte le donne arrivano a un percorso sapendo riconoscere le proprie emozioni.
A volte sai soltanto che non stai bene.
Ti senti confusa.
Stanca.
Irritabile.
Vuota.
Oppure continui a fare tutto quello che devi fare, ma senti che qualcosa non torna.
Non devi necessariamente sapere subito se sei arrabbiata, triste, delusa, impaurita o frustrata.
Puoi iniziare da qualcosa di molto più semplice: accorgerti di quello che succede nel tuo corpo.
Dove senti tensione?
Quando arriva?
Cosa succede quando dici sì?
Cosa succede quando dici no?
In quali situazioni senti che ti stai allontanando da te stessa?
Non devi trovare subito una risposta.
Puoi semplicemente iniziare ad ascoltarti.
Sentirti sbagliata non significa esserlo
Forse per molto tempo hai pensato che il problema fosse diventare una versione migliore di te.
Più sicura.
Più forte.
Più organizzata.
Più capace.
Più paziente.
Più “giusta”.
Ma forse non hai bisogno di continuare a correggerti.
Forse hai bisogno di iniziare a conoscerti.
Di capire cosa ti fa stare bene e cosa no.
Di riconoscere i tuoi bisogni.
Di imparare a mettere un confine senza sentirti cattiva.
Di ascoltare il tuo corpo.
E, poco alla volta, di tornare a fidarti di ciò che senti.
Perché sentire non significa dover seguire ogni emozione e ogni sensazione.
Significa dare a ciò che accade dentro di te la possibilità di essere ascoltato.
E da lì puoi iniziare a scegliere.
Da dove puoi cominciare?
La prossima volta che ti accorgi di aver fatto qualcosa soltanto perché pensavi di doverlo fare, fermati un momento.
Non chiederti subito se hai fatto bene o male.
Non cercare la risposta giusta.
Fai un respiro.
E prova semplicemente ad accorgerti di come sta il tuo corpo.
È teso?
È rilassato?
Hai voglia di allontanarti?
Ti senti a tuo agio?
Non devi interpretare.
Non devi capire tutto.
Devi solo iniziare a notare ciò che c’è.
Perché quando inizi ad ascoltare, puoi finalmente accorgerti della differenza tra quello che pensi di dover sentire e quello che senti davvero.
Ed è da questa differenza che può iniziare un cambiamento.
Un’esperienza per iniziare ad ascoltarti
Se ti sei riconosciuta in queste parole, a settembre puoi portare questo tema nel Laboratorio SENTIRE “Perché mi sento sempre sbagliata?”
Sarà un’esperienza di ascolto corporeo nel cerchio di donne, per riconoscere la voce critica e iniziare a distinguere ciò che senti davvero.
Non devi arrivare sapendo già cosa provi.
Non devi avere le risposte.
E non devi raccontare tutta la tua storia.
Puoi semplicemente concederti uno spazio in cui fermarti, ascoltare e iniziare a guardarti con occhi diversi.
Perché forse il primo passo per smettere di sentirti sbagliata è iniziare ad ascoltare chi sei.
P.S. Il Laboratorio SENTIRE “Perché mi sento sempre sbagliata?” si svolge l’ultimo sabato di SETTEMBRE, su Google Meet ed è gratuito. I posti sono limitati e viene data la precedenza alle iscritte alla newsletter
Ti interessa quest’argomento, ma non puoi partecipare al Laboratorio di SETTEMBRE oppure vuoi fare un percorso individuale?
Stai tranquilla, c’è una soluzione.
Per aiutarti a lavorare su questo tema ho creato i Percorsi SENTIRE individuali online aperti tutto l’anno.
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